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20 agosto World Mosquito Day: tutte le malattie trasmesse dalle zanzare e come proteggersi

zanzara
L’animale più pericoloso per l’uomo? Non è un grande predatore, come si potrebbe pensare, ma un piccolo insetto: la zanzara. Secondo alcune stime, questo killer in miniatura sarebbe infatti responsabile, attraverso le proprie punture, veicolo di malattie potenzialmente letali, della morte di oltre 725 mila persone l’anno. 

Perchè il 20 agosto è il World Mosquito Day

Proprio per sensibilizzare la popolazione sulla fondamentale importanza di difendersi da questi pericolosi quanto fastidiosi insetti, il 20 agosto di ogni anno si celebra il World Mosquito Day. In occasione di questa ricorrenza, scelta perché in questa data, nel 1897, Sir Ronald Ross scoprì che è la zanzara femmina a trasmettere la malaria.

Le principali malattie trasmesse dalle zanzare

Gli esperti di Top Doctors analizzano le principali malattie veicolate da questi insetti, e forniscono alcuni consigli per proteggersi.

La malaria

Sicuramente la malattia più tristemente nota, tra quelle trasmesse dalle punture di zanzara. Secondo il Word Malaria Report 2019 (OMS), nel 2019 i casi stimati globalmente sono stati 228 milioni, con 405.000 decessi – il 67% dei quali tra bambini di età inferiore ai 5 anni e per la stragrande maggioranza nell’Africa sub-sahariana e in India.  Ci sono anche altre malattie di gravità variabile e potenzialmente letali trasmesse dalle diverse specie di zanzare.

La febbre gialla

Colpisce soprattutto le cellule del fegato, determinando una grave insufficienza epatica con comparsa di ittero.

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La chikungunya

Letteralmente “ciò che contorce”, per via delle limitazioni articolari che causa.

La dengue

Che può causare febbre emorragica.

La zika

Particolarmente pericolosa per le donne in gravidanza poiché può portare microcefalia nei nascituri; la febbre del Nilo Occidentale, che nell’80% dei casi è lieve ed asintomatica ma può causare gravissime encefaliti.

Più a rischio i Paesi tropicali, ma anche in Italia non bisogna sottovalutarle

Ovviamente, i rischi maggiori si corrono durante viaggi in Paesi tropicali, dove queste malattie sono endemiche. Eppure, anche se le mete esotiche resteranno un sogno per questa estate, conviene comunque non abbassare mai la guardia.

Come attesta anche l’ISS, in Italia continuano infatti ad essere presenti – con particolare riferimento nelle regioni centro-meridionali e nelle isole maggiori, zanzare del genere Anopheles, potenziali vettori di malaria. Nell’ultimo decennio, però, le attività di sorveglianza si sono sviluppate anche intorno alla Culex pipiens, ovvero la zanzara comune, poiché ha dato prova di poter trasmettere il virus della febbre del Nilo occidentale, innescando, ogni anno, focolai di trasmissione e di malattia sia nell’uomo che nei cavalli in diverse zone del nostro Paese.

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Il commento dell’infettivologo Paolo Tundo

“L’uomo ha sconvolto completamente il proprio rapporto con la natura e sembra inconsapevole dei temibili rischi a cui va incontro. La recente esperienza con SARS CoV2 ci ha insegnato, ad esempio,  che il “travaso” di un paio di geni di un virus a forma di corona da un pipistrello all’uomo, che si verifica un remoto caso della Cina, può avere poi delle conseguenze terribili in tutto il mondo ed arrivare ad intaccare anche le nostre tranquille esistenze” commenta il dottor Paolo Tundo, esperto in Malattie Infettive di Top Doctors®, che prosegue: “I microbi viaggiano come gli uomini e le merci, si spostano rapidamente di migliaia di chilometri, ma lo stesso vale anche per i vettori: zanzare importate dall’Asia nel mondo occidentale riescono a trovare una nicchia adatta alla propria sopravvivenza e diffusione, diventando così un serio motivo di preoccupazione sanitaria e ambientale. Per questo motivo non è inusuale, anche alle nostre latitudini, trovarci di fronte a quadri clinici di malaria, Dengue o Chikungunya. È successo più volte anche nella mia esperienza, presso il reparto di Malattie Infettive di Galatina dove opero, e non sempre e non solo in soggetti di ritorno da aree endemiche”.

In generale, conclude l’infettivologo, “la lezione da tenere sempre a mente è che l’uomo non è il padrone del mondo e che ogni intervento che va ad alterare un già fragile equilibrio potrebbe vederci soccombere di fronte ad eventi climatici catastrofici o terribili epidemie”. 

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