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Julia Elle, “Disperatamente Mamma”: « I miei figli mi hanno insegnato ad amare in modo più spontaneo, senza i meccanismi»

Sul web è conosciuta come “Disperatamente Mamma” ma Julia Elle è un’attrice, una cantante, un’autrice e scrittrice di successo. Una donna che è libera di essere tante cose, tutte insieme. Con coraggio, ma soprattutto verità, si butta in modo totalizzante in ogni esperienza della propria vita.

L’ultima sua sfida? Scrivere il suo secondo libro, “Qualunque cosa ti faccia sorridere” edito da Mondadori. Quando conosco Julia Elle, le dico subito che di lei apprezzo il suo bisogno di parlare ed esprimersi senza alcun tipo di filtro, attraverso i social. Julia mi sorride e candidamente afferma: ”Sarebbe una fatica essere diversa da quella che sono dalla vita normale. Non ci riuscirei a fingere”.

Come nasce il tuo secondo libro?

Ho pensato al mio secondo libro guardando le cose dalla mia prospettiva. Alcune esperienze della mia vita mi hanno fatta crescere, cambiare e migliorare. In passato, ho vissuto momenti in cui non sempre è andato tutto bene e in questi mesi, quando scrivevo, ho pensato: questo è il libro che mi sarebbe piaciuto leggere in quei momenti perché mi avrebbe dato forza. Questo libro mi avrebbe dato alcuni strumenti per superare certe difficoltà. Ho deciso di scriverlo per provare a dare un piccolo incoraggiamento a quelle persone che stanno vivendo un periodo particolare della propria vita. Certi periodi possono essere meravigliosi ma anche molto complessi.

Che effetto ti ha fatto ricevere un grande riscontro positivo da parte dei lettori? 

Non scrivo mai pensando al successo che potrà avere un libro. Scrivo pensando alle persone. Penso alla mia storia. Non avrei mai immaginato un riscontro così positivo da parte dei lettori e delle persone che mi seguono. Le persone mi ringraziano perché sono riuscita a dargli una nuova visione di ciò che viviamo. Tutto ciò, per me, è impagabile.

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C’è stato un periodo della mia vita in cui mi sentivo “bloccata” non perché non credessi nel mio talento, semplicemente perché credevo che bastasse quello, mi dicevo “io sono brava! Perché non ho i risultati?” Guardavo persone meno brave di me avere successo e mi arrabbiavo! Non avevo capito, nessuno mi aveva mai detto che non basta “essere” bisogna “agire” bisogna fallire! Così ho fallito e mi h fatto male, ma ho imparato che non ero pronta, mancava qualcosa, ho riprovato ho fallito ancora e ancora, ogni volta ero meglio della volta prima. È così che si costruisce qualcosa. Così quando i miei figli imparano ad arrampicarsi non sto lì a dire “fai attenzione” sto lì e quando cadono gli chiedo cosa hanno imparato e gli dico che ora sono pronti per riprovare. È facile? No, ma mi aiuta ricordarmi che un braccio rotto si cura in qualche settimana, la sfiducia nelle proprie capacità in molto più tempo.

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Nel libro, parli dell’amore e del saper tornare ad amare. Cosa hai scoperto, in questi anni, riguardo all’amore? 

I bambini ti insegnano ad amare in modo più spontaneo e vero, senza i meccanismi che di solito entrano in gioco nelle relazioni umane. Con il tempo, ho imparato ad amare me stessa. Oggi, credo che sia fondamentale questo passaggio se si vuole avere delle relazioni che funzionino nel tempo. Si possono amare tutte le persone che vogliamo, ma se non amiamo noi stessi e non abbiamo cura della nostra persona, non funziona nulla. È stato meraviglioso riuscire ad amare il mio compagno. È stata la cosa giusta ritornare ad amare, dopo aver imparato a voler bene a me stessa.
I miei figli mi spingono ad essere una persona migliore. Non li ringrazierò mai abbastanza.  I bambini sanno osservarti.

Tutto nasce, però, grazie al web. In che modo hai deciso di creare la web-serie “Disperatamente Mamma”?

Ad un certo punto della mia vita sono diventata mamma. In quel momento, si sono chiuse tante porte davanti a me che avevo faticosamente aperto per la mia carriera.
Per la prima volta, ho deciso di scrivere e diventare la sceneggiatrice ed autrice di me stessa. Non sapevo come sarebbe andata la mia idea. Quando ho scritto il primo episodio di “Disperatamente Mamma” e ho pubblicato il video sui miei social, ho avuto un grande riscontro. Lì, ho compreso che quel bisogno che avevo di raccontare una fase della mia vita, con ironia e realtà, era anche il bisogno di tante altre persone.

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È la perfezione a rendere le persone infelici, o meglio l’idea della perfezione. Stavo pensando al mio matrimonio e parlando con un amico mi ha detto “deve essere un giorno perfetto”, ci ho pensato e ho detto no, non deve essere perfetto, deve essere autentico. La perfezione è un’idea irraggiungibile che rende tutto quello che è reale non all’altezza. Dobbiamo incontrare l’uomo “perfetto” avere la famiglia “perfetta” il lavoro “perfetto” dobbiamo avere tutto sotto controllo, sempre. Eppure la chiave della felicità è accettare che tutto cambia continuamente e che la maggior parte delle cose sfugge al nostro controllo, se riuscissimo a vivere la realtà e non la perfezione il cambiamento e non il controllo sarebbe tutto più autentico e forse riusciremmo anche ad essere felici per le cose semplici, quelle vere, imperfette, reali.

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Nei tuoi video racconti la fatica di essere mamme e lavoratici. Bisognerebbe chiederci semplicemente di essere persone, non trovi? 

Chiediamoci quante cose deve essere un uomo. Cosa deve essere? Molte meno cose di quante deve esserne una donna. Quando tuo figlio è a scuola e ha un problema, la maestra chi decide di avvertire? La mamma. La nostra società dà per scontato che una madre abbia un impegno lavorativo meno importante di quello di un papà. Quindi, può interrompere in qualsiasi momento il proprio lavoro per correre a scuola dal proprio bambino. Questo è un retaggio culturale totalmente sbagliato. Alle donne si chiede di essere delle madri che fanno solo le madri.
Ci viene chiesto di essere una sola cosa per volta: solo mogli, solo lavoratrici, soltanto professioniste. E invece, non è possibile. Siamo tutto. Abbiamo il diritto di essere tutto quello che vogliamo. Con grande fatica, possiamo raggiungere un equilibrio, modificando i ruoli tra le persone in modo più equo. Le mamme non devono essere le uniche responsabili dei figli. I genitori sono due, è giusto che i compiti si dividano e che non ci siano veti. Le donne devono avere il coraggio di andare controcorrente. Il primo cambiamento deve avvenire in noi. Non dobbiamo aspettarci dagli altri i nostri cambiamenti.

Paure e speranze di mamma. Che mondo vorresti consegnare ai tuoi figli? 

I bambini imparano attraverso il tuo esempio. Se vuoi trasmettere qualcosa di bello e positivo, devi diventarlo. Ho avuto la fortuna di avere un’educazione per cui la gentilezza, la sincerità, la cura verso l’ambiente e verso il mondo che ci circonda sono elementi fondamentali. Trasmetto questi valori anche ai miei figli. Spero di riuscirci, ogni giorno. Vorrei un mondo di persone che riescono ad esprimere la propria opinione, qualunque essa sia, in modo delicato. Oggi, viene sottovalutato il confronto che può avvenire in modo del tutto pacifico e costruttivo tra le persone. Ieri, sul mio profilo Instagram, ho voluto rispondere a tutte le critiche che ricevevo, chiedendo come unica regola quella di essere educati e gentili. Ho voluto dimostrare alle persone che esiste un modo corretto per entrare in contatto con chi abbiamo di fronte. Possiamo non condividere le stesse idee e gli stessi pensieri, ma possiamo entrare in empatia con le persone senza odiarci. Il confronto può essere costruttivo. Per i miei figli, vorrei un mondo dove non si scarica l’odio sugli altri.

Che progetti hai per il tuo futuro lavorativo, invece?

Ho in programma delle cose meravigliose. Ci sarà un nuovo libro che spero possa aiutare le persone a vivere la vita in modo più sereno. Prossimamente, ci sarà un format molto bello sui miei social, in cui avrò uno spazio per le mie chiacchierate con delle persone che hanno qualcosa di bello da dire su alcuni argomenti che sono di grande attualità. Ci sarà uno scambio in diretta tra le persone, in cui il pubblico online potrà interagire con noi e con il pubblico che si troverà all’interno di questo spazio.

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