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Fabrizio Minardo: «Chi sceglie una mia creazione ama distinguersi ed essere unica»

Fabrizio Minardo è uno dei più promettenti nuovi talenti della moda italiana. In questi giorni è impegnato nella realizzazione della sua prossima collezione. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare il suo percorso e i suoi progetti per il futuro

Nato a Ragusa nel 1989, Fabrizio Minardo inizia giovanissimo a lavorare per diversi ateliers di abiti da sposa, poi per negozi di moda prêt-à-porter, dove affina le qualità di vestibilità di un capo, la cura del cliente, la personalizzazione di un look. Dopo aver completato gli studi di Grafica Pubblicitaria, Fabrizio si iscrive all’Istituto di Moda Burgo a Ragusa per approfondire ciò che da sempre anima il suo spirito: la creazione di un abito di Alta Moda. Nel 2012 si diploma a Milano con il massimo dei voti, e frequenta in seguito uno stage di modello couture all’Accademia Internazionale d’Alta moda Koefia di Roma.

La svolta arriva nel 2015, quando viene chiamato da Dolce & Gabbana. Si trasferisce così a Milano per entrare ufficialmente nello staff della nota casa di moda. Lì Fabrizio Minardo resta per due anni. È un’esperienza molto forte, che lo porta tra l’altro in giro per il mondo, toccando città come Hong-Kong, Tokyo e Pechino, per seguire le sfilate di Alta Moda dei due stilisti. Alla fine del 2017 Fabrizio Minardo decide di abbandonare la città meneghina e tornare nella sua terra, debuttando con la collezione “Nostos” e decretando così l’inizio del suo percorso come stilista indipendente.

Vivi circondato dalla bellezza e dalla storia. La tua terra, la Sicilia barocca, in che modo è stata ed è fonte di ispirazione per te?

Beh, questo è uno dei motivi per cui ho scelto di tornare a vivere in Sicilia. Ogni luogo qui è come un contenitore di stili, il tardo barocco spadroneggia e rende opulento ogni dettaglio, ma è tutto paradossalmente misurato e ordinato, rendendo questi luoghi belli in ogni stagione. Queste cose alla fine le ho rese mie e le trasmetto inevitabilmente nelle mie creazioni.

Al centro della tua creatività c’è la donna. Quale donna ama vestire Fabrizio Minardo?

Di base sono affascinato dalle donne intraprendenti e con una forte consapevolezza di sé stesse, ma ho sempre avuto difficoltà a identificare un tipo di donna specifico, perché ognuna ha delle peculiarità che la rendono unica e quindi speciale. Gli stessi aggettivi che tra l’altro si possono usare per definire un abito di Alta Moda, sarà un caso? Chi sceglie una mia creazione ama distinguersi ed essere unica, prende la realizzazione di un capo esclusivo come una coccola da concedersi per sentirsi speciale e valorizzarsi al meglio. Potersi dedicare del tempo oggi è il vero lusso.

Ci racconti il tuo percorso creativo? Da dove comincia la creazione di un tuo abito?

Sono una persona molto riflessiva, questo per dire che sebbene la fase iniziale di un processo creativo di solito sia lo schizzo su carta, per me quello è già conclusivo, in quanto frutto di un’idea già covata e studiata molto bene precedentemente, nata casualmente da uno foto, una musica, una storia. Spesso a ispirarmi può essere il tessuto stesso o un ricamo.

Cosa ti dà più soddisfazione quando porti a termine un lavoro?

La gratificazione più grande arriva dalle mie clienti, molte volte dopo le feste o gli eventi dove indossano le mie creazioni, mi scrivono o mi chiamano il giorno dopo per rendermi partecipe del successo e dei complimenti ricevuti. Mi fa felice questa complicità, il fatto di renderle belle e che provino gioia nel condividerlo con me.

Hai mai disegnato per l’uomo?

È capitato durante i miei studi, ma non provo entusiasmo per l’abbigliamento maschile, è troppo limitato, sebbene trovi la sartoria da uomo molto affascinante.

Cosa rende elegante una donna e cosa un uomo, secondo te?

Vale per entrambi: la personalità e l’educazione.

A proposito di riferimenti: fondamentali, nella tua vita, sono stati i due anni a Milano dove hai lavorato nel team creativo di Dolce e Gabbana. Ci racconti come è nata quell’esperienza? 

In modo del tutto casuale, avevo pubblicato su un noto social network delle foto fatte in vacanza, mi scrisse un messaggio il sig. Gabbana, complimentandosi e chiedendomi se fossi un fotografo. Spiegai che in realtà ero uno stilista e in generale quello che facevo. 48 ore dopo mi trovavo a Milano per il colloquio. Ho iniziato come semplice sarto prototipista, dopo poco ho iniziato a seguire dei progetti per l’Alta Moda sia in Italia che all’estero.

Cosa hai riportato a casa da questa esperienza?

Una consapevolezza di me diversa, è un’azienda bellissima ma anche molto impegnativa che richiede davvero tanto impegno non solo creativo ma anche fisico. Mi ha lasciato una capacità creativa più aperta e libera da convenzioni. Con loro ho scoperto davvero cos’è l’Alta Moda e l’importanza che hanno le mie origini nel processo creativo.

In questo periodo stai lavorando alla tua nuova collezione. Puoi darci qualche anticipazione?

È ancora tutto in fase di sviluppo, ma l’idea di base sono la natura e la leggerezza, l’idea di una femminilità più naturale priva di orpelli esageratamente artefatti. Non mancheranno le costruzioni sartoriali, ma la faranno da padrone i tessuti leggeri e i ricami tridimensionali. Colori chiari, luminosi, contrasti accattivanti. Tutta la collezione nasce con lo spirito di rispettare l’identità della donna come quella della natura stessa, prendendo una connotazione molto sensuale.

Due creazioni di Fabrizio Minardo

Sogniamo ad occhi aperti. Chi ti piacerebbe che indossasse un tuo abito? E perchè?

Inizio l’elenco? Scherzo, ma sono tante le persone che mi piacerebbe vestire, se devo fare un nome Beatrice Borromeo: giovane, bella, aristocratica, con una forte personalità, credo sia davvero un’icona dei nostri giorni.

Parliamo del tuo rapporto col vestire. Cosa non manca mai nell’outfit di Fabrizio?

Molti pensano che, visto il mio lavoro, io sia maniacale con quello che indosso. In realtà non è proprio così, però mi piace vestire bene e giocare con la moda indossando cose con stili molto diversi a seconda delle occasioni. Piccolo vezzo del tutto personale, indosso sempre degli anelli con diamanti sulla mano sinistra, a prescindere che sia in smoking o con la tuta.

Ci dici cosa non dovrebbe mai mancare dall’armadio di una donna e cosa invece dovrebbe sparire?

Beh sono tante le cose che non dovrebbero mancare, adatte quasi a tutte e per molte occasioni diverse tra loro, ma direi un abito sottoveste lungo in seta, un tubino scuro e un pantalone colorato con una camicetta bianca. Farei sparire tutte quelle cose acquistate per “moda” e in realtà poco donanti anche al fisico più perfetto.

Grazie Fabrizio, e a risentirci quando sarà arrivato il momento di presentare la tua nuova collezione. Buon lavoro e buona ispirazione dalla tua incantevole terra.

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